Addio ad Alan Jones, corteggiato e illuso da Ferrari

Se ne è andato a 80 anni appena compiuti Alan Jones, uno dei due australiani capaci di diventare campioni del mondo (l’altro è stato Jack Brabham). In Formula 1 aveva corso 116 gare, vincendone 12, la prima con la Shadow, le altre tutte con la Williams

Ha collezionato più ritorni in pista che mondiali. Ma Alan Jones resta l’ultimo australiano ad aver conquistato il titolo in Formula 1. E certamente l’unico a non aver rivinto il campionato per colpa del clima inglese. Perché, nonostante Sua Maestà lo abbia nominato baronetto per meriti sportivi, il brusco Alan Jones non ha mai sopportato l’Inghilterra dove era sbarcato per correre nel 1967, dopo aver vinto il campionato di kart australiano, ereditando la passione da papà Stan che amava le donne, il whisky e le auto.

Dopo aver corso con Hesketh, Lola, Surtees e Shadow nel 1978 trovò finalmente l’atmosfera giusta alla Williams dove Frank e Patrick Head erano fatti un po’ come lui. Uomini che amavano usare una parola in meno del necessario per farsi capire. La Ferrari lo aveva corteggiato e illuso, facendogli incontrare anche il Grande Vecchio (“Era pallido, con gli occhiali scuri, pensavo fosse morto e la voce una registrazione”, ha poi raccontato) ma poi gli preferì Villeneuve.

In fin dei conti una fortuna per Jones che con la Williams ha vinto 11 delle sue 12 gare, il titolo piloti e due titoli costruttori. Avrebbe potuto rivincere anche nel 1982 quando il campionato finì a Keke Rosberg. Aveva il contratto in tasca, ma dopo aver provato la nuova monoposto al freddo, anzi al gelo di Donington (“Ricordo che dovevo mettere la chiave della mia auto a noleggio nel bollitore per poi battere il ghiaccio”), fuggì via verso il sole dell’Australia dove si era appena comprato una fattoria.

Invece che alla guida della Williams si mise alla guida di un trattore. Tra i campi resistette un anno. Poi tornò con la Arrows. Un gran premio e via, una nuova fuga. Altri due anni da contadino e poi di nuovo in pista con la Beatrice (una Lola Haas), un progetto ricco, ma poco affidabile e lui soprattutto aveva già 40 anni e qualche chilo di troppo.

A fine 1986 è tornato in Australia. Gold Coast. Maglietta, bermuda, una seconda moglie, due gemelli. Ancora corse, fino a che un infortunio al collo non lo ha convinto a lasciare spazio a figli.

Riposa in pace e come si dice ti sa lieve la terra mister Jones,

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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